Erano scintille, nelle notti di sant’Antonio

Inaugurano la stagione dei carnevali, ma nel 2021 attorno ai falò l’atmosfera è di raccoglimento e speranza

I fuochi di sant’Antonio abate, noto in Sardegna come sant’Antoni ‘e su fogu, nel 2021 vivranno nel ricordo e nell’attesa. È un rito pagano cui partecipano intere comunità animate dal sentimento religioso e dalla voglia di far parte di un evento corale che affonda radici nella tradizione. Una celebrazione festosa che in questo particolare inizio di nuovo anno non si può rinnovare. Tutto ebbe inizio con una leggenda popolare, sant’Antonio discende gli Inferi per rubare una scintilla e donarla all’umanità. Dalla notte dei tempi si ringrazia il santo per questo dono vitale accendendo in suo onore enormi falò all’imbrunire del 16 gennaio. Solitamente ci si raccoglie intorno, i fuochi incitano le anime a danzare, prima con movimenti simili a sussulti, poi la festa irrompe vivace all’aumentare del crepitio dei rami, la musica di launeddas e fisarmoniche da sempre accompagna balli e canti corali, prelibatezze e vino offerti agli ospiti, fave con lardo, coccone, pistiddu, dolci di sapa, mandorle e miele. Ogni comunità dà vita al proprio rituale e in alcuni paesi si va avanti a festeggiare sino alla notte del 19 gennaio quando anche san Sebastiano viene onorato con spettacolari falò.

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