La Corsa degli Scalzi, a piedi nudi nel mito

Un fiume umano. Novecento devoti curridoris, uomini di tutte le età, vestiti col saio bianco, legato in vita da un cordone, a piedi nudi, accompagnano ‘in spalla’ il simulacro di santu Srabadori, che riproduce il Cristo nella sua Trasfigurazione. L‘esercito di Salvatore’, guidato da un portabandiera, si muove di corsa dalla parrocchiale di santa Maria Assunta a Cabras sino al piccolo villaggio di San Salvatore di Sinis. Sette chilometri senza soste, tra sudore, polvere, lacrime e forti emozioni. È il fascino della Corsa degli scalzi, una festa di fede e folklore, che nel 2019 inizia all’alba di sabato 31 agosto. Si parte con la celebrazione della messa. Poi, avvolta da un’aria solenne e suggestiva, la processione lungo le vie del paese addobbato a festa. Alle 7 e mezza is curridoris sono pronti, cresce l’ansia di percorrere i sentieri sterrati e polverosi dei campi della penisola del Sinis, mentre il sole mattutino già scalda. Sui loro volti sono dipinte responsabilità e fierezza, rappresentano i ‘protettori’ della comunità cabrarese ed evocano un’intensa, palpabile devozione, sorta quando un gruppo di pescatori e contadini del paese, a inizio XVII secolo, salvò il santo dai pirati saraceni.

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